Anche nel 2026, il rimborso chilometrico continua ad esserere uno strumento fondamentale per la gestione degli spostamenti effettuati dai dipendenti con veicoli privati.
Per rgli spostamenti di lavoro, i dipendenti possono utilizzare i mezzi pubblici (treno, aereo, metro, autobus). In questo caso, la modalità di rimborso è semplice. Per calcolare l’importo da restituire, il dipendente deve solo fornire i giustificativi di spesa, come gli scontrini o le ricevute dei biglietti, insieme alla nota spese debitamente compilata.
Tuttavia, quando questa opzione non è possibile e l’azienda non dispone di veicoli propri, il lavoratore è spesso chiamato a utilizzare la propria auto. In questi casi, ha diritto a un rimborso dei costi sostenuti sotto forma di rimborso chilometrico, le cui regole di calcolo sono diverse dal rimborso analitico (a piè di lista) o forfettario.
Indice
- Quali sono i requisiti necessari per richiedere un rimborso chilometrico
- Quali sono i principali cambiamenti per il 2026
- Le modifiche per il nel calcolo del fringe benefit nel 2025 e i cambiamenti per il 2026
- Il calcolo del rimborso chilometrico e dei fringe benefit: cosa implica per i diversi team aziendali ?
- Il funzionamento fiscale del rimborso chilometrico: tassazione e deducibilità
- Errori da evitare nel calcolo del rimborso chilometrico
Quali sono i requisiti necessari per richiedere un rimborso chilometrico
Quando un dipendente utilizza la propria auto per effettuare spostamenti legati all’attività lavorativa, ha diritto a richiedere un rimborso chilometrico, a condizione che vengano rispettati alcuni requisiti fondamentali. In generale, non è sempre necessaria un’autorizzazione preventiva da parte del datore di lavoro, tuttavia, è buona prassi che l’utilizzo del veicolo personale sia previsto o almeno coerente con le policy aziendali.
Per poter ottenere il rimborso, il dipendente deve essere in grado di giustificare in modo preciso e documentato le spese sostenute. In particolare, è necessario conservare e comunicare:
- i chilometri percorsi
- i dettagli delle trasferte effettuate (data, destinazione, motivo professionale)
- le informazioni sul veicolo
Questi elementi sono indispensabili per determinare correttamente l’importo del rimborso, generalmente calcolato sulla base dei costi chilometrici di esercizio definiti dalle tabelle ACI.
Calcolo del rimborso chilometrico: come avviene?
Una volta verificati i requisiti per richiedere il rimborso chilometrico, è necessario raccogliere alcuni dati fondamentali per calcolare correttamente l’importo da rimborsare, tra cui:
- le caratteristiche del veicolo utilizzato: marca, modello, anno, tipo di alimentazione
- il tipo di carburante
- i chilometri percorsi
- il luogo della trasferta: all’interno o fuori dal comune
- la normativa fiscale applicabile
È bene precisare che , nel calcolo del rimborso, rientrano due principali categorie di costi:
Le spese proporzionali
Sono i costi che aumentano in base all’utilizzo del veicolo, come:
- carburante (benzina, diesel, metano, elettrico)
- usura del mezzo (manutenzione, pneumatici)
Le spese non proporzionali
Sono costi fissi, indipendenti dai chilometri percorsi, come:
- pedaggi autostradali
- parcheggi

Il ruolo delle tabelle ACI 2026 per il calcolo del rimborso chilometrico
Con tutti i criteri da soddisfare e la documentazione da valutare, può essere complicato per l’azienda calcolare l’importo esatto del rimborso chilometrico.
Questo calcolo è semplificato grazie alle tabelle ACI, un servizio tramite il quale è possibile calcolare in modo semplice l’importo da restituire, sotto forma di rimborso chilometrico o fringe benefit,* ai dipendenti che hanno necessità di spostarsi per motivi di lavoro con un veicolo di loro proprietà o un veicolo aziendale a uso promiscuo.
Il datore di lavoro può scegliere:
1/ Di calcolare personalmente l’importo dovuto al lavoratore dipendente applicando la formula:
- costo chilometrico ACI × chilometri percorsi (nel caso in cui si utilizzi l’auto personale)
- o costo chilometrico ACI x 15 000km x aliquota percentuale applicabile (nel caso di calcolo del fringe benefit).
Tale approccio consente di ottenere un rimborso equo per il dipendente, standardizzato per l’azienda e conforme alle normative fiscali;
2/ Di usare il software messo a disposizione, registrandosi al sito dell’ACI. Al fine di poter utilizzare questo servizio è indispensabile inserire correttamente tutti i dati relativi alle spese di viaggio. E’ quindi necessario che il dipendente conservi i documenti in base ai quali ha compilato il modulo di rimborso (ricevute, scontrini, fatture) per poter fornire una documentazione completa.
In generale, i dati riportati sulle tabelle dei costi chilometrici correlati all’effettuazione di trasferte con impiego dell’auto di proprietà del dipendente vengono aggiornati due volte l’anno (marzo e settembre). Invece, le tabelle per calcolare i frange benefit sono aggiornate entro il 31/12 di ogni anno.
I costi chilometrici sono calcolati dall’ACI tenendo conto delle diverse tipologie di veicoli e delle tariffe del carburante (benzina, gasolio e metano) comunicate dal Ministero dello Sviluppo Economico.
* I fringe benefit sono compensi in natura (beni o servizi, e non somme di denaro) che l’azienda riconosce al dipendente in aggiunta alla normale retribuzione. La loro concessione è generalmente facoltativa e dipende dalle politiche aziendali, salvo nei casi in cui siano espressamente previsti dal CCNL di riferimento.

Quali sono i principali cambiamenti per il 2026
Le Tabelle ACI 2026 per il calcolo del fringe benefit sono state pubblicate il 23 dicembre 2025 nella Gazzetta Ufficiale numero 297 e sono suddivise in:
👉 Autoveicoli attualmente in produzione distinti in base alla modalità di alimentazione:
- autoveicoli a benzina,
- autoveicoli a gasolio,
- autoveicoli a benzina-GPL,
- autoveicoli ibrido-benzina,
- autoveicoli ibrido-gasolio,
- autoveicoli ibridi plug-in;
- autoveicoli elettrici.
👉 Autoveicoli fuori produzione ugualmente distinti in base alla modalità di alimentazione:
- autoveicoli a benzina,
- autoveicoli a gasolio,
- autoveicoli a benzina-GPL, benzina-metano e metano esclusivo
- autoveicoli ibrido-benzina,
- autoveicoli ibrido-gasolio,
- autoveicoli ibridi plug-in,
- autoveicoli elettrici.
👉 Motoveicoli.
👉 Autocaravan.
Le modifiche per il nel calcolo del fringe benefit nel 2025 e i cambiamenti per il 2026
Le Tabelle ACI 2026 presentavano una modifica significativa rispetto a quelle del 2025 per il nel calcolo del fringe benefit per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti.
Mentre nel 2024 il fringe benefit era determinato in base alle emissioni di CO2 del veicolo (percentuali diverse venivano applicate in base alle fasce di emissione), a partire dal 1° gennaio 2025 (e questa regola resta invariata nel 2026) il calcolo si basa sulla tipologia di alimentazione del veicolo.
Questa modifica normativa mira a incentivare l’adozione di veicoli a basso impatto ambientale, favorendo l’utilizzo di veicoli elettrici e ibridi plug-in attraverso una tassazione agevolata del fringe benefit.
Infatti, l’auto aziendale come fringe benefit incide direttamente sia sulla busta paga del dipendente sia sul costo complessivo della mobilità aziendale. Per questo motivo è fondamentale comprendere non solo la formula di calcolo, ma anche la logica fiscale che distingue le diverse tipologie di alimentazione.
Il valore imponibile del fringe benefit viene determinato utilizzando le tabelle ACI, che stimano il costo chilometrico del veicolo su una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui.
A partire da questo valore, si applica una percentuale di tassazione che varia in base all’alimentazione del veicolo, con un sistema che favorisce le soluzioni più sostenibili, come auto elettriche e ibride plug-in, rispetto ai veicoli tradizionali.
Ecco spiegata la formula: costo chilometrico ACI x 15 000km x aliquota percentuale applicabile.
Il fringe benefit così calcolato viene quindi aggiunto al reddito imponibile del dipendente ed è soggetto a tassazione IRPEF e contributiva.
Per il 2026 è prevista anche una soglia di esenzione: fino a 1.000 euro per i dipendenti senza figli a carico e fino a 2.000 euro per quelli con figli fiscalmente a carico. Questo meccanismo consente di attenuare l’impatto fiscale, offrendo un vantaggio economico maggiore soprattutto alle famiglie.
Tassazione del fringe benefit “auto aziendale”: aliquote 2026
- 10% del costo chilometrico ACI per i veicoli elettrici (BEV)
- 20% per gli ibridi plug-in (PHEV)
- 50% per tutti gli altri veicoli (benzina, diesel, mild hybrid, GPL)
In pratica, non viene tassato l’intero valore teorico del benefit, ma solo una quota percentuale, determinata dalla normativa. Questo rende particolarmente vantaggioso l’utilizzo di veicoli a basse emissioni.
Va sottolineato, che nelle tabelle ACI 2026, rispetto a quelle del 2025, si registrano alcune variazioni nei costi chilometrici di esercizio, sia in aumento sia in diminuzione, a seconda della tipologia di veicolo. In particolare:
- Aumento dei costi per i modelli fuori produzione a gasolio e per i veicoli elettrificati: +0,8% per i veicoli elettrici et +1,7% per gli ibridi plug-in
- Diminuzione dei costi per alcuni modelli in produzione, in particolare: –1,7% per le auto ibride a benzina
Cosa significa per le aziende?
- Maggior convenienza nell’adottare flotte elettriche o ibride plug-in
- Aumento del costo fiscale per veicoli tradizionali (benzina/diesel)
- Necessità di rivedere le car policy aziendali
Cosa significa per i dipendenti?
- Il fringe benefit incide sulla busta paga
- Auto meno inquinanti = minore tassazione
- Auto tradizionali = maggiore reddito imponibile
Il calcolo del rimborso chilometrico e dei fringe benefit: cosa implica per i diversi team aziendali ?
Le tabelle ACI 2026 e le nuove regole fiscali non hanno lo stesso impatto su tutte le funzioni aziendali. Al contrario, incidono in modo diverso a seconda del ruolo, influenzando processi, costi e scelte strategiche legate alla mobilità.
Risorse umane
Per le risorse umane, la gestione del rimborso chilometrico e dei fringe benefit auto rappresenta una leva importante per garantire conformità normativa e trasparenza interna.
Gli HR devono assicurarsi che le tabelle ACI vengano applicate correttamente, devono definire policy di mobilità chiare e coerenti e devono monitorare l’impatto dei benefit sulla retribuzione dei dipendenti.
Amministrazione e finance
I team amministrativi e finanziari devono assicurare il controllo dei costi e la conformità fiscale, verificando la corretta deducibilità delle spese, applicando in modo rigoroso le regole fiscali (in particolare la distinzione tra trasferte intra ed extra comunali) e garantendo la coerenza tra i dati dichiarati e i costi chilometrici ACI utilizzati.
PMI e imprenditori
Per le PMI e gli imprenditori, il rimborso chilometrico rappresenta spesso una soluzione flessibile ed economica per gestire le trasferte, evitando i costi e la complessità di una flotta aziendale.
Le nuove regole 2026 richiedono però maggiore attenzione agli aspetti fiscali e alle scelte di mobilità.
Ottimizzare i costi, semplificare la gestione operativa e adattarsi alle nuove logiche legate alla sostenibilità diventa quindi fondamentale.
Il funzionamento fiscale del rimborso chilometrico: tassazione e deducibilità
Per determinare correttamente l’importo del rimborso chilometrico, è fondamentale considerare il suo trattamento fiscale. Questo implica una doppia valutazione: da un lato, verificare se il rimborso costituisce reddito imponibile per il dipendente; dall’altro, stabilire se rappresenta un costo deducibile per l’azienda.
Un elemento chiave in questa analisi è il luogo della trasferta, che consente di definire il regime fiscale applicabile.
In base a questo criterio, si distinguono tre principali situazioni che determinano il trattamento del rimborso chilometrico.:
- Nel caso di trasferte effettuate all’interno del comune in cui si trova la sede di lavoro, il rimborso chilometrico viene considerato a tutti gli effetti reddito imponibile per il dipendente. Di conseguenza, è soggetto a tassazione e compare in busta paga.
- Diverso è il caso delle trasferte al di fuori del territorio comunale. In questa situazione, il rimborso non è tassato, purché sia calcolato correttamente sulla base dei costi chilometrici ACI e supportato da un’adeguata documentazione.
- Un’ulteriore casistica riguarda i dipendenti che partono direttamente dalla propria residenza anziché dalla sede aziendale. In questi casi, il rimborso è esente solo entro il limite della distanza che si sarebbe percorsa partendo dalla sede. L’eventuale differenza eccedente viene invece considerata reddito imponibile e quindi tassata.
Affinché il rimborso chilometrico sia fiscalmente deducibile, è necessario rispettare alcuni limiti legati al veicolo utilizzato. In particolare, l’auto del dipendente non deve superare 17 cavalli fiscali per i veicoli a benzina e 20 cavalli fiscali per i veicoli diesel. Per quanto riguarda invece le auto aziendali a uso promiscuo, i costi sostenuti dall’azienda sono deducibili nella misura del 70%, senza limiti sul costo di acquisizione del veicolo.
Errori da evitare nel calcolo del rimborso chilometrico
La gestione del rimborso chilometrico richiede precisione e attenzione alle normative. Alcuni errori, anche comuni, possono compromettere la correttezza del calcolo e generare criticità fiscali per l’azienda e il dipendente.
Tra gli errori più frequenti da evitare:
- Utilizzare tabelle ACI non aggiornate può portare a rimborsi errati e non conformi.
- Non documentare correttamente le trasferte rende il rimborso chilometrico non giustificabile.
- Confondere rimborso chilometrico e fringe benefit. Si tratta di due strumenti diversi, con regole fiscali differenti.
- Ignorare le regole fiscali (intra vs extra comunale)
- Calcolare importi non coerenti con il veicolo utilizzato. Il rimborso deve essere basato sui costi chilometrici ACI specifici del veicolo: utilizzare valori generici o approssimativi compromette l’accuratezza del calcolo.
Per le aziende che gestiscono i rimborsi chilometrici, restare aggiornate su normative e tabelle può risultare complesso e dispendioso in termini di tempo. Con N2F, è possibile automatizzare e aggiornare facilmente le indennità chilometriche, garantendo precisione e conformità. Per saperne di più, potete contattare il nostro team o scaricare la nostra versione di prova.
